Attacchi online contro Don Roberto Fiscer: il Comitato “Liberi e Forti” pronto ad azioni legali
Negli ultimi giorni si moltiplicano online contenuti offensivi e attacchi personali contro Don Roberto Fiscer, sacerdote noto per la sua attività pastorale e comunicativa, in particolare sui social. Video e commenti diffusi su piattaforme come YouTube stanno alimentando un clima di forte tensione, con toni che in diversi casi superano i limiti della critica.
Al centro delle polemiche vi sono anche contenuti riconducibili al filone del cosiddetto “Codice Ratzinger”, teoria controversa che mette in discussione la validità delle dimissioni di Papa Benedetto XVI. Tali posizioni, già ampiamente dibattute e non riconosciute ufficialmente dalla Chiesa, stanno contribuendo a una crescente polarizzazione tra i fedeli.
Il caso
Secondo quanto rilevato, alcuni contenuti online avrebbero preso di mira direttamente Don Roberto Fiscer con espressioni ritenute lesive della sua dignità personale e del suo ruolo sacerdotale. Non si tratterebbe più di un confronto teologico, ma di attacchi personali reiterati.
La posizione del Comitato
In questo contesto interviene il Comitato “Liberi e Forti”, che ha annunciato una presa di posizione netta:
“Non possiamo restare in silenzio davanti a una deriva che colpisce non solo una persona, ma il rispetto dovuto al sacerdozio e alla comunità ecclesiale.”
Il Comitato ha inoltre dichiarato di essere pronto ad attivarsi concretamente per la tutela dell’onorabilità di Don Roberto Fiscer, anche attraverso strumenti legali, qualora venissero ravvisati estremi di diffamazione.
Libertà di espressione e responsabilità
Il tema solleva anche una questione più ampia: il confine tra libertà di espressione e abuso dei mezzi digitali. Se da un lato il dibattito resta legittimo, dall’altro l’utilizzo di linguaggi offensivi rischia di compromettere il confronto civile.
Un clima da ricomporre
La vicenda evidenzia una frattura crescente all’interno di una parte del mondo cattolico, alimentata da narrazioni contrapposte e amplificata dai social. In questo scenario, appelli alla moderazione e al rispetto si moltiplicano.
Il Comitato “Liberi e Forti” conclude ribadendo la necessità di ristabilire un clima di dialogo:
“Difendere la dignità non è censura, ma responsabilità.”

Concordo pienamente, ci vuole un nuovo governo Renzi e una nuova margherita che lo sostenga!
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