COMUNICATO STAMPA

La Foce non può diventare una zona rossa permanente

Il Comitato Liberi e Forti – Popolari Italiani intende esprimere la propria profonda preoccupazione per quanto sta accadendo nel quartiere della Foce, sempre più spesso interessato da manifestazioni che, con il pretesto dell’antifascismo, finiscono per bloccare intere aree della città e segregare i residenti, limitandone la libertà di movimento e la serenità quotidiana.

Ribadiamo con forza le nostre posizioni antifasciste e anticomuniste, ma riteniamo inaccettabile che una manifestazione di protesta comporti la militarizzazione sistematica di un quartiere, riportando alla memoria di molti cittadini i tragici eventi del luglio 2001, quando Genova – e proprio queste zone – furono teatro di violenze che nessuno vuole rivivere.

Per questo motivo chiediamo formalmente alla Sindaca di Genova di intervenire a tutela dei cittadini della Foce e delle vie interessate, affinché, di concerto con Prefetto e Questore, venga valutato lo spostamento della sede al centro delle contestazioni in una zona più idonea e sicura, almeno fino al pronunciamento del Tribunale di Bari, dal quale auspichiamo lo scioglimento di CasaPound, nel pieno rispetto della legalità e delle istituzioni.

Il Comitato Liberi e Forti si fa inoltre promotore della costituzione di un comitato realmente “apolitico”, composto esclusivamente da cittadini residenti e direttamente coinvolti da questa situazione. Secondo informazioni in nostro possesso, l’attuale comitato di quartiere presenterebbe un evidente conflitto di interessi, tale da non offrire alcuna garanzia di rappresentanza imparziale dei residenti, che rischiano così di essere strumentalizzati e presi in giro.

A tal proposito, i membri del nostro Comitato che operano in ambito legale sono disponibili a fornire assistenza ai cittadini, valutando anche l’apertura di una class action contro i soggetti responsabili dei disagi subiti. Riteniamo inoltre doveroso approfondire la responsabilità del proprietario dell’immobile concesso in affitto: affittare un locale senza considerare l’impatto e le conseguenze sul territorio non può essere considerato un atto neutro. Un tempo si chiedevano le referenze; oggi ci chiediamo perché ciò non avvenga più.

Ribadiamo infine un principio per noi non negoziabile: l’antifascismo non può e non deve mai sfociare nella violenza. Quando accade, esso si snatura e si trasforma in ciò che dice di combattere, in una forma di fascismo di segno opposto, che noi condanniamo con la stessa fermezza. Il nostro riferimento ideale resta la figura di Aldo Gastaldi “Bisagno”, simbolo di un antifascismo sobrio, popolare, radicato nel rispetto delle persone e delle comunità.

Genova non ha bisogno di nuovi muri, blindature e sabati di paura. Ha bisogno di dialogo, legalità e tutela dei cittadini.

Per contatti e adesioni: info@liberiforti.it

Comitato Liberi e Forti – Popolari Italiani