Avanti con Silvia Salis, andiamo a governare!


โ€œSe mi chiedessero di candidarmi contro Giorgia Meloni? Sarebbe una bugia dire che non lo prenderei in considerazione. Quest’attenzione nazionale mi lusingaโ€.

In queste parole non cโ€™รจ soltanto una disponibilitร  personale. Cโ€™รจ, piuttosto, il riflesso di un vuoto politico che da troppo tempo attende di essere colmato. Un vuoto che non riguarda i programmi, nรฉ le alleanze sulla carta, ma qualcosa di piรน essenziale: la capacitร  di indicare un volto, una guida, una direzione.

Il centrosinistra italiano si trova oggi in una condizione paradossale. Da un lato critica con forza lโ€™azione del governo di Giorgia Meloni; dallโ€™altro non riesce a offrire unโ€™alternativa riconoscibile e immediatamente competitiva. In mezzo, una discussione permanente che somiglia sempre piรน a un rinvio.

In questo scenario si inserisce la figura di Silvia Salis, non come soluzione miracolosa, ma come possibile punto di convergenza. Non appartiene ai vertici dei partiti nazionali, non รจ consumata da anni di scontro interno, e proprio per questo puรฒ rappresentare ciรฒ che oggi manca: una sintesi.

Tra i protagonisti della scena politica, Matteo Renzi รจ forse lโ€™unico ad aver colto fino in fondo questa possibilitร . Pur continuando a sostenere la necessitร  delle primarie โ€” e dunque di una legittimazione aperta โ€” รจ anche colui che sembra aver intuito che una candidatura come quella della Salis potrebbe cambiare realmente il quadro competitivo. Non una semplice operazione tattica, ma una concreta chance di vittoria.

La storia della Repubblica offre precedenti che sarebbe miope ignorare. Quando Massimo D’Alema indicรฒ Romano Prodi come candidato premier, non lo fece per spirito di rinuncia, ma per luciditร  politica. Capรฌ che, in quel momento, la forza non stava nellโ€™affermare sรฉ stessi, ma nel costruire una figura capace di unire e vincere. Il risultato รจ noto.

Oggi le condizioni non sono identiche, ma la lezione resta intatta. Continuare a discutere di equilibri interni mentre il tempo scorre significa, di fatto, rinunciare alla partita. Al contrario, indicare subito una candidatura unitaria darebbe allโ€™opposizione ciรฒ che oggi le manca: credibilitร , chiarezza, direzione.

Se nelle prossime ore il nome di Silvia Salis fosse non solo evocato, ma indicato e sostenuto con convinzione da tutte le forze del centrosinistra, la campagna elettorale potrebbe iniziare immediatamente. Non piรน una somma di voci discordanti, ma una proposta di governo. Non piรน una reazione, ma unโ€™alternativa.

Genova perderebbe un sindaco di rilievo, questo รจ evidente. Ma il Paese potrebbe guadagnare una figura capace di misurarsi con le responsabilitร  piรน alte, in una fase che richiede serietร  istituzionale e visione politica.

La questione, alla fine, รจ tutta qui: continuare a dividersi o scegliere di convergere. Rimandare o decidere. Difendere posizioni o costruire una prospettiva.

Le forze dell’opposizione siano generose, in particolare Elly Schlein e Giuseppe Conte, pongano fine ad uno stallo seguendo l’esempio di D’Alema con Prodi, indicando Silvia Salis come candidata premier senza indire delle primarie inconcludenti e si inizi la campagna elettorale e si vada a vincere!

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