Votiamo NO al referendum !
Il Comitato civico popolare โLiberi e Forti โ Popolari italianiโ, dopo unโattenta analisi del testo e delle implicazioni del referendum costituzionale sulla giustizia in programma il 22 e 23 marzo 2026, ha deciso di schierarsi per il NO.
Una decisione maturata con senso di responsabilitร e con piena consapevolezza del fatto che la giustizia italiana abbia bisogno di riforme capaci di migliorarne lโefficienza, la celeritร e lโorganizzazione. Proprio per questo riteniamo che la riforma proposta non vada nella direzione giusta e che, anzichรฉ rafforzare il sistema, rischi di comprometterne ulteriormente lโequilibrio. In questo caso, difendere lโassetto attuale significa evitare un peggioramento.
Lโordinamento giudiziario italiano nasce da una precisa scelta storica e costituzionale. Dopo la fine del fascismo, i Costituenti decisero che la giustizia dovesse essere strutturalmente autonoma dal potere politico, non per fiducia astratta negli uomini, ma per tutela delle istituzioni. Da questa consapevolezza nacquero lโunitร della magistratura, la sua indipendenza e lโautonomia dellโazione penale. Non si trattava di un privilegio corporativo, ma di una garanzia per i cittadini.
Dal 1946 a oggi questo sistema ha mostrato limiti evidenti: lentezze, inefficienze, carenze organizzative. Tuttavia ha garantito un principio fondamentale: lโequitร davanti alla legge. Ha resistito a fasi politiche difficili, a governi forti e a governi deboli, proprio perchรฉ fondato su contrappesi solidi e su una netta separazione tra giurisdizione e indirizzo politico.
La riforma oggi sottoposta a referendum interviene su questo equilibrio. Non affronta i nodi strutturali della giustizia โ risorse, personale, organizzazione โ ma modifica lโassetto costituzionale, introducendo la separazione delle carriere e nuovi meccanismi di governo e disciplina della magistratura. Secondo i promotori ciรฒ rafforzerebbe lโimparzialitร del giudice; secondo noi, invece, rischia di indebolire lโautonomia complessiva del sistema, in particolare del pubblico ministero, rendendolo piรน esposto a condizionamenti indiretti.
Le democrazie mature non si misurano solo dalla qualitร delle leggi, ma dalla soliditร dei loro contrappesi. Ogni riforma costituzionale dovrebbe rafforzarli, non ridisegnarli in modo divisivo. Questa proposta, al contrario, appare segnata da una visione parziale, che privilegia lโintervento sugli equilibri istituzionali rispetto alla soluzione dei problemi concreti della giustizia.
Per queste ragioni il nostro NO non รจ un rifiuto del cambiamento, ma una richiesta di riforme diverse, piรน efficaci e condivise. La Costituzione non รจ uno strumento di parte nรฉ un terreno di sperimentazione politica: รจ il fondamento comune della Repubblica e richiede prudenza, consenso e rispetto.
Questo referendum ha inevitabilmente anche una valenza politica. Il voto contrario rappresenta una critica legittima allโimpostazione riformatrice dellโattuale governo e alla sua concezione dei rapporti tra potere esecutivo e istituzioni di garanzia. Un NO ampio e convinto indebolirebbe politicamente questa linea e riaprirebbe il dibattito su un diverso modo di affrontare i problemi del Paese.
In una fase complessa della vita istituzionale, il punto di riferimento rimane il rispetto della Costituzione e delle sue garanzie. In questo senso, il ruolo del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, custode rigoroso dellโequilibrio costituzionale, rappresenta un presidio fondamentale per la tenuta democratica del Paese.
Per tutte queste ragioni, il Comitato civico popolare โLiberi e Forti โ Popolari italianiโ invita a votare NO al referendum costituzionale sulla giustizia.
Un NO motivato, consapevole e responsabile.
A tutela della giustizia, della democrazia e della Repubblica.


Lascia un commento